Il lavoro nobilita l’uomo, soprattutto quando è frutto di reali fatiche, attitudini piu’ o meno innate che portiamo oltre la soglia della nostra “sfera”, non solo per offrire un servizio alla comunità, ma soprattutto per sentirci utili, gratificati da ciò che quotidianamente facciamo. Il riscontro, da parte della stessa comunità alla quale offriamo il nostro servizio, diviene parte integrante di un processo che si conclude appunto con la soddisfazione del cliente, che ottiene il bene o il servizio richiesto, ma anche nostro che riceviamo in cambio denaro e gratifiche, oltre alla speranza che “il cliente” soddisfatto possa ritornare o fare per noi un tam tam positivo.

Non tutti però vivono e agiscono in questo modo, soprattutto sul web. Esistono infatti realtà online derivate dall’ambiente del vecchio marketing dove apparire diventa l’unico mezzo per guadagnare, soprattutto inseguendo “la scuola” delle televendite degli anni ’90 dove spicca la figura ambigua e truffaldina che tanti di noi conoscono: la “Signora dai Capelli Rossi” e il suo famosissimo “scioglipancia”.

L’universo web però, così come è cambiata la tv dagli albori delle prime grandiose televendite di Mike, ha subìto un’evoluzione a partire dalla consapevolezza e capacità di discernere il vero dal falso. Gli studi riguardanti il marketing, il web e le tecniche di PNL – programmazione neuro linguistica – si sono moltiplicati e la gente, anche priva di una laurea in psicologia, sociologia o un master in web marketing, oggi è perfettamente in grado di comprendere chi afferma il vero o vuol solo speculare sulla sua presunta “buona fede”.

Il ciarlatano, che intendiamoci è sempre esistito, fin dai tempi dei mercanti della via della seta o tutt’ora presenti nelle vie popolari di Napoli o nel famosissimo mercato orientale del Suq, per guanto riguarda il web non può piu’ contare su quel tanto agognato silenzio-assenso che punta a far guadagnare solo lui alla faccia del povero, ignaro, cliente. La gente oggi è sveglia, legge, si documenta e soprattutto riesce a vivere l’universo del web in modo molto piu’ empatico e disinvolto rispetto all’età dei primi modem 56k.

Puntare a una campagna web marketing asettica, uguale per tutti, magari anche collegata a diversi copia incolla, è sinonimo non solo di poca capacità manageriale, ma anche di voglia di prendere in giro l’utenza, volutamente inserita in una presunta “massa” priva di ogni gusto, pensiero e discernimento. In genere il ciarlatano tenta anche di straguadagnare dal lavoro altrui, calpestando letteralmente le capacità di professionisti giovani e seri in cerca di un maggior guadagno, allettandoli con proposte volutamente “gonfiate” e irripetibili, alle quali il professionista crede fino all’ultimo, affidandosi a una “parola” che si rivelerà falsa, così come quel profilo fatto di notorietà, presunte capacità e soldi, che in realtà non esistono.

Si gioca sul filo della credibilità, della capacità di andare oltre le apparenze. Si gioca con le persone, il lavoro e i guadagni. In tutto questo “dovrebbe” esserci deontologia e professionalità, ma non c’è, quel che ritroviamo nella figura appunto del ciarlatano è solo falsità.

Ricapitolando il ciarlatano -in genere- vuol guadagnare agendo su due diversi fronti: 

  • le masse
  • i professionisti del web

Non essendo in possesso di una vera e propria attitudine, capacità o investimento, per attirare a se sia le masse che i professionisti il ciarlatano si creerà appunto un’immagine di se molto forte dal punto di vista emotivo, e soprattutto credibile. E’ fin troppo facile comprendere quanto una persona che rispecchi nell’universo web  la stessa realtà che vive quotidianamente sia dal punto di vista economico che attitudinale, non possa – nel caso del ciarlatano – aspirare a conquistare la tanto agognata “preda”, senza rivestirsi appunto di una potente “aura” di falsità, benessere economico e una serie di scelte atte a conquistare la fiducia del prossimo.

Come scoprire il Ciarlatano:

  • nel caso di un professionista farsi pagare in anticipo il 50% dell’importo concordato – e farsi firmare un preventivo per il rilascio della restante somma pattuita – se rifiuta è un ciarlatano.
  • sempre nel caso del professionista vi chiamerà spesso, guarda caso quando avrà bisogno urgente dei vostri servizi, ma scomparirà appena parlerete di compenso – parlate spesso, ad ogni contatto, di compenso per scoprire appunto le reali intenzioni del soggetto.
  • indagare sui suoi profili social per verificare quanto e se l’utenza che conosce è contenta di lui, dei suoi “presunti” servizi – lo rispetta, o in realtà è solo un “ciarlatano”.
  • in genere dichiarano di avere attività, di essere titolari di società – cercate di farvi dire il nome di queste “presunte” aziende o attività di servizi. Se non ve le dirà, cambiando discorso o attaccandovi, è un ciarlatano.
  • la sensazione che proverete fin dai primi istanti del contatto sarà di una persona “stranamente” incapace a tratti, ma sempre pronto a ottenere da voi quel che chiederà. Sarà con voi cortese, chiaro, affabile, ma anche falso, per cui resterete sempre sulle spine senza sapere se e quando vi pagherà il lavoro svolto.

Attenzione quindi a tutti coloro che puntano a “incantare” con paroloni, promesse di “great” work e soldi facili, queste sono le prime spire che intesserà per voi il ciarlatano.

E’ un attimo di disattenzione, una fiducia mal riposta, sono soldi, sudore e lavoro persi. Pensateci. 

La tela del ragno è lì, bella luccicante e perfetta, ma anche fragilissima. Non siate mosche ma pipistrelli o gechi.

Attenzione sempre e buon lavoro a tutti.

 

Dario Aloja

 

 

 

 

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