La fiducia si guadagna goccia a goccia, ma si perde a litri diceva il grande Sartre, ma non tutti sembrano far tesoro di quest’esperienza, soprattutto se per educazione e stili di vita si è poco abituati a confrontarsi con l’esperto manipolatore, o peggio ancora il ciarlatano.

Il professionista troppo spesso, vuoi per non “scontentare” il neo cliente, vuoi per una certa forma di timore reverenziale verso colui che versa la pecunia, evita di fondare le basi per un sano rapporto di collaborazione. Affinchè vi sia “sicurezza” da entrambe le parti, infatti, è chiaro che va sempre realizzato un piccolo contratto che possa garantire i giusti “oneri e onori” per entrambe le parti.

Con la stipula di un contratto e la firma, il cliente s’impegna a versare sin da subito una parte dell’importo del lavoro che verrà svolto dal professionista, questo per garantire appunto la sicurezza del reale interesse alla realizzazione del progetto, mentre il professionista s’impegna a garantire l’impostazione di un lavoro professionale, realizzato secondo i tempi e le modalità stabilite.

I costi e i tempi dovranno essere scritti in maniera chiara, in modo che entrambe le parti abbiano piena consapevolezza del piano di lavoro e dei diversi target da seguire. E’ fondamentale che tutto questo sia messo nero su bianco al fine per garantire sia al professionista sia al cliente una “copertura” in caso di eventuali problemi – mancanze o negligenze – da parte di una o entrambe le parti.

L’interesse, è chiaro, che nel caso di assenza di una “carta contrattuale” e malafede da parte del cliente, sarà collegata ad allungare la tempistica e abbassare la soglia del pagamento, inventando presunte inadempienze o errori da parte del professionista, mentre per chi effettua il lavoro l’interesse è strettamente collegato a ridurre i costi e aumentare i profitti. Questa linea di condotta non va bene e danneggia entrambe le parti a lungo termine. Un feedback positivo, da parte del cliente al professionista e vice versa, è possibile solo in presenza di una stipula contrattuale chiara, diretta e semplice.

Non servono centinaia di pagine per chiarire i punti chiave, che sono:

  • Tempistica

  • Modalità di lavoro – chiarezza nell’esporre esattamente il prodotto che riceverà il cliente – al professionista non si potranno obiettare inadempienze ove non oggettivamente presenti.

  • Pagamenti e tempistiche di pagamento – al professionista verrà corrisposta a titolo di “acconto” una quota che può variare dal 30 al 50% dell’importo totale, a seconda del lavoro.

  • Esclusioni di reponsabilità.

  • Accettazione piena e completa delle clausole del contratto.

L’errore piu’ grave, come abbiamo affermato prima, resta comunque la scelta del professionista che evita di stipulare un contratto, e non importa se per disattenzione o inesperienza, il prezzo che si paga potrà essere piu’ o meno alto a seconda delle situazioni che andranno via via a svilupparsi.  Se non si stipula un contratto si genera ua catena di eventi, una valanga di situazioni inaspettate che travolge sia il professionista che il cliente, il risultato che ne deriva è il caos.

Il lavoro va pagato, ma come debba essere pagato e secondo quali regole e tempistiche va stipulato insieme al cliente, ma ricordiamoci sempre che “verba volant” – per cui un contratto è essenziale affinchè l’intero rapporto non subisca “brusche” virate e malcontenti.

Le regole da seguire affinchè i pagamenti siamo sicuri e un lavoro risulti essere professionale non sono molte, ma vanno seguite alla lettera, indipendentemente da quanto il cliente vi sia simpatico. I ciarlatani sono molto bravi a “mischiare le acque”, a manipolare soprattutto i professionisti piu’ remissivi o inesperti, mentre in genere con il vecchio “lupo di mare” cercano ovviamente di non averci a che fare.

Ora, appurato che il mondo è bello perchè è vario, per lavorare occorre allacciare dei rapporti professionali che vanno tutelati, così come i pagamenti.

Ecco le regole in sequenza di un rapporto da considerarsi professionale:

  • Contatto – mail o telefono non conta – comprensione dinamiche lavoro e prezzi.

  • Stipula contratto – da firmare – sia per il cliente che per il professionista.

  • Pagamento acconto.

  • Fine lavoro – saldo finale.

Ricordate sempre che il tempo è denaro, e conta almeno quanto il vostro diritto a tutelarvi attraverso un atto scritto. Ogni passo che eviterete di fare, potrà essere facilmente percepito come “mancanza di professionalità”. C’è però da dire che per piccoli importi in genere non ha molto senso fare un contratto – fino a 100-150 euro ad esempio – in questo caso i pagamenti vanno fatti versare interamente in fase d’acconto. Accettare lavori con importi rilevanti, in assenza di stipula contratto, equivale ad aprire una botola e camminare su di una fune, non sapendo se cadrai o meno.

La sicurezza non dev’essere una richiesta o una pretesa, ma un diritto imprescindibile. Chiunque voglia violare questo diritto ha qualcosa da nascondere, o peggio dà poca importanza al vostro lavoro e al vostro ruolo, oltre a ciò che gli state per fare.

Occhi aperti, chiarezza sempre, e soprattutto ricordate che “verba volant” – per cui affidatevi  solo ai veri Professionisti del Web

Buon lavoro a tutti

 

Dario Aloja

 

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