Facebook, un social network dove migliaia di utenti di tutto il mondo si collegano, condividono post, si scambiano like, non è solo un luogo virtuale aperto alla pubblica condivisione, ma è anche un sistema mirato a far guadagnare le aziende che vogliano ampliare confini – e i limiti – del proprio spazio non virtuale. Facebook, infatti, è davvero prolifico sotto il profilo commerciale, e moltissime aziende vogliono pubblicizzarsi per far crescere in maniera esponenziale i propri guadagni.

Fin qui tutto fila, e va infatti anche bene ricevere notifiche in home page riguardanti la vendita di prodotti che potremmo o meno acquistare, ma ciò che lascia davvero perplessi – soprattutto ultimamente – è la crescita esponenziale di presunti “guru” del marketing. Ci troviamo dinnanzi a un vero e proprio “mercato” fatto da profili creati con lo stampino, dove troviamo foto assurde, che sembrano prese da un film di holliwood o realizzate alla Casa Bianca, oltre alla creazione di post dove si evidenzia una “presunta” intelligenza fuori dal comune o chissà quale capacità rivoluzionaria che ti farà guadagnare – guarda caso – senza sforzo, in pochissimo tempo veramente tantissimi soldi!

Si tratta del fenomeno “Io Pago”. Una messa in scena, una bufala ben architettata dove queste persone reali fingono di fare qualcosa per la quale non hanno assolutamente competenza. Pur di guadagnare – loro – in fretta e soprattutto a discapito tuo, fingono di essere dei grandiosi uomini ricchi, potenti, con chissà quale fantomatica aziendona – ovviamente inesistente – che ti permetterà grazie alle loro doti di super guru del marketing di guadagnare “cifrone da capogiro” vendendo il tuo video, il tuo prodotto ovunque. Stanno fingendo. A loro interessa solo arrivare sulla tua bacheca, ricevere un like – oltre ai migliaia già acquistati – e far si che loro divengano conosciuti, importanti, tanto da vendere cosa? Aria fritta. Perchè è questo che fanno “vendono aria fritta” solo per accumulare consensi, like, e farsi notare dalle aziende che – ipoteticamente – potrebbero sceglierli per pubblicizzare il proprio servizio o prodotto.

Furbi no? Sinceramente no, soprattutto perchè chi ci guadagna soldi veri e immediati sembra essere solo il soggetto deputato alla realizzazione della campagna, del sito, della landing page. Facebook in tutto questo gioca un ruolo chiave, e ci guadagna non poco, ma c’è da considerare anche l’aspetto riguardante la saturazione del mercato. Ci sono migliaia di persone che pur di vendere il libro su come si pelano le patate o su come si realizza l’acqua calda, si reinventano a pseudo guru del marketing globale – acquistano migliaia di like – e tentano di convincere la gente con ogni mezzo virtuale possibile. Tutto questo è squallido ma purtroppo reale e fastidioso.

 

“Il web marketing attuale, piu’ che spietato come ai tempi della “gloriosa” Vanna Marchi, sta diventando un pollaio dove il mangime diventa la foto di tua madre stampata su di un rotolo di carta igienica, e tu il pollo che farà di tutto per acquistarlo su internet, pagando il triplo del prezzo di mercato e anche le spese di spedizione sopra”.

 

E’ l’amara verità e, anche se palesemente pochi ne parlano, si assapora nell’aria virtuale questa squallida vita da “santoni” da tastiera, che tutto sanno fare tranne che lavorare onestamente, con il sudore della fronte, lasciando che la gente scelga onestamente e semplicemente se acquistare o meno il proprio prodotto, servizio o libro, senza per questo sparare paroloni e false promesse come: “successo, guadagna subito, ottieni soldi subito, guadagni immediati” e via discorrendo.

La gente, diciamocelo apertamente E’ STANCA di sentire sempre le stesse cantilene commerciali, con i soliti vecchi inutili metodi di scrittura persuasiva, ma esiste anche un metodologia di vendita che rispetta il cliente, i suoi spazi e le sue scelte, e si parla di etica del marketing.

Facciamo chiarezza sul concetto di commercio e di vendita, perchè all’interno di una frase persuasiva, non esiste solo la finalità puramente commerciale della stessa, ma la possibilità etica di non ledere con pressioni inadeguate il presunto cliente. Nel marketing e nella realtà di vendita esiste quindi uno scambio etico, che lascia al cliente tutto il tempo, e la voglia, di scegliere se acquistare o meno questo o quel prodotto, questo o quel servizio. Questo è un comportamento commerciale eticamente rispettoso, e non è detto che chi lo utilizzi come metodo principale di vendita riceva risultati meno soddisfacenti o cali delle vendite. Il rispetto, si sa, non ha mai fatto male a nessuno, anzi.

Purtroppo non tutti sembrano capirlo e presi dalla foga del momento, e inseguendo l’onda di chi l’ha fatto prima di loro e parla di successo, guadagno facile e quant’altro, credono – falsamente – di sbarcare il lunario in breve tempo. Tutto questo è triste, sia perchè il mercato del web marketing è oramai saturo, sia perchè ci sono sempre piu’ utenti stanchi di sentire sempre le solite cantilene commerciali, osservare le finte ascese di ciarlatani con like aquistati, bacheche realizzate ad hoc e soprattutto zero credibilità. La cosa preoccupante è che non si sa piu’ a chi credere, non si riesce piu’ a distinguere se un soggetto che offre un servizio sia o meno competente in quel determinato settore. Questo è molto grave, perchè se uno, due, dieci, cento persone rimarranno deluse da un acquisto errato, da un servizio pessimo, non crederanno piu’ nel maketing on line, questo danneggerà in maniera disastrosa chi da sempre lavora onestamente e soprattutto in maniera etica e consapevole.

Dario Aloja