Volli, fortissimamente volli un Blog per comunicare al mondo emozioni, condividendo competenze o scambiando opinioni riguardo una passione sui social, ottenendo in cambio consensi, like e followers. Tutto chiaro e fin troppo semplice… se fosse facile, ma in realtà non lo è. Basti guardare le tante pubblicità a pagmento su facebook, che pubblicizzano realtà come blog piu’ o meno s-conosciuti, corsi, libri e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, per rendersi conto di quanto sia difficile ottenere consensi, e di conseguenza follower, attingendo dalle profondità piu’ recondite dell’oceano social.

Pagare non sempre basta, e non sempre fa la differenza in una realtà in continua espansione e mutamento come quella social. Le persone oggi si stancano molto prima di leggere un articolo non perfettamente scritto, troppo lungo o troppo corto, e soprattutto non restano molto su siti web realizzati male, con grafiche inadeguate o che non sono responsive. Tantissimi utenti utilizzano solo lo smartphone per comunicare, fare foto, condividere post, notizie e chattare con amici e parenti. Praticamente il cellulare – ops. volevo dire lo smartphone – è oramai diventato per tanti il prolungamento della propria “voce”, intesa come capacità di comunicare agli altri le proprie intenzioni, gusti e desideri. Questo dovrebbe far riflettere quanti desiderano avvicinarsi al mondo del web senza avere le competenze necessarie per affrontare le altalenanti “maree” social, e diciamocelo, anche quelle ormonali dei tanti utenti che a volte possono anche essere dei profili fake, o peggio troll.

Realizzare un blog oggi non è sicuramente come dieci anni fa, quando scrivevi di “Pippo il biondo” che ti piaceva alle elementari, che non ti sei sposato piu’ dopo aver saputo che da primo della classe è finito per fare il camionista, e tutti ti rispondevano, condividevano i tuoi pensieri e dicevano la loro. Oggi è diverso, per ottenere visibilità sono due le strade: o paghi i social per “comprarti” consensi, anche se parli di babbo natale emigrato in africa, oppure scrivi post abbastanza efficaci, piu’ o meno condivisibili da diversi utenti – diciamo di nicchia – interessati relativamente a ciò che scrivi, ma restando sempre consapevole che non potranno mai essere un numero pari alle visualizzazioni o interazioni acquistate tramite campagna mirata social.

C’è comunque da considerare che se un post non è ben fatto, se un sito non è leggibile, veloce, fruibile, le persone, soprattutto durante le interazioni social, le ignorano. Non è cinismo, ma una protezione che naturalmente l’essere umano mentalmente fa per riuscire a selezionare solo ciò che gli interessa per davvero, senza contare i software capace di bloccare le pubblicità a pagamento come Ad Block Plus o Facebook Ad Blocker. Per non parlare dei tanti web marketer che marciano fin troppo sulla difficoltà di ottenere consensi, che va a scontrarsi con il desiderio di crescita da parte di aziende, o singoli che puntano a vendere un libro o i propri corsi. Affidarsi a ciarlatani che prima di spacciarsi per marketer di successo facevano i pescivendoli, di fatto ti espone al rischio di non ottenere risultati, ma i soldi purtroppo una volta spesi non tornano certo indietro, quindi scegliete bene a chi affidarvi se decidete di avvalervi dell’aiuto di un web marketer.

Un blog quindi, sempre se desideriate ottenere consensi e like, non è un gioco.

Se invece vi bastano una decina di adesioni per sentirvi al settimo cielo e completamente appagati, sognando e immaginando di essere i nuovi steve jobs, beh che dire, beati voi e soprattutto mi complimento con la vostra piu’ che fervida immaginazione. E’ importante comunque comprendere che realizzare post troppo spontanei, con poca attenzione alla punteggiatura, al linguaggio, ti espone al rischio di essere tagliati fuori subito. Anche se di fatto non è sbagliato parlare apertamente al lettore, non troppo spesso e soprattutto evitando di essere rindondanti, utilizzare un linguaggio tecnico o troppo aurico quando non necessario ti espone comunque al rischio di risultare stancante o lontano dalla realtà di un follower.

 

 

Il successo non è matematico, ciò che fa la differenza in un blog è un mix, un’alchimia che si viene a creare tra te e il lettore, dove le tue capacità in questo giocano un ruolo chiave. E’ anche necessario comprendere che molte persone “non hanno tempo per perdere tempo”, frase molto emblematica questa che credo renda bene l’idea della realtà social attuale.

Un altro errore che alcuni blogger fanno, soprattutto alle prime armi, è credere che il follower lo segua per interesse, simpatia o affetto. Non è così.
Spesso c’è chi “clicca per cliccare” poi se ne dimentica, la stessa cosa accade per i blog. Se non sai realmente attrarre e interessare resti solo un numero.

 

Concludendo, alla domanda – “come faccio ad ottenere piu’ like?” – Credo serva un’unica risposta, che purtroppo è un’altra domanda: “Quanto sei disposto a investire nella potenzialità dei social?”, ovviamente in termini economici, di tempo e anche di studi, pur di avere il tanto agognato “successone”, che poi non è altro che un plauso virtuale che ti arriva – sempre a pagamento – e che ti fa credere di essere diventato il nuovo volto della pesca a strascico internazionale, mentre solo pochi mesi prima non eri altro che il mozzo sottopagato di un peschereccio di quart’ordine.

E quest’è. Buona Bloggata a tutti, e soprattutto che il signore dei social vi protegga, e vi conduca alla retta via del giusto like – ovviamente a pagamento –

Buon Lavoro a tutti.

Dario Aloja